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All'assemblea elettiva dell'Associazione italiana allevatori si ribadiscono i valori comuni, pur non nascondendo le diverse appartenenze politiche

AIA SIGNIFICA TRASPARENZA, CONDIVISIONE E LEALTA': ''SIAMO DEI GALANTUOMINI''

“Aia è degli allevatori. E gli allevatori hanno bisogno di una associazione forte per continuare a portare avanti una progettualità indispensabile per trovare quella redditività oggi compromessa dal mercato”. Un invito ad essere superiori alle divisioni politiche delle ultime ore e a ritrovare i valori comuni che hanno caratterizzato l'operato degli amministratori negli ultimi anni, è venuto dal presidente uscente di Aia Nino Andena, nel suo discorso davanti all'assemblea dell'associazione: “Nel mandato che si è appena concluso, la Giunta e il Consiglio direttivo di Aia hanno sempre preso le decisioni insieme e all'unanimità, ricorrendo allo strumento del voto solo in un caso, segno tangibile di una reale identità di vedute sugli obiettivi da raggiungere e sulle modalità da seguire. Aldilà dell'appartenenza sindacale, perché Aia – continua Andena - è la famiglia di tutti noi allevatori. Un percorso che si sviluppa all'insegna di trasparenza, lealtà e condivisione, valori nei quali ci riconosciamo e che riteniamo debbano essere i riferimenti etici che dovranno guidare l'operato dell'associazione anche nel prossimo triennio”.

Affermazioni fatte proprie anche dai vicepresidenti uscenti di Aia, Stefano Marzioli e Alberto Statti, che hanno ribadito la completa sintonia vissuta dagli amministratori nel corso dell'ultimo mandato, dichiarandosi disponibili a ricomporre la frattura, pur non essendosi formalmente ricandidati in questa tornata elettorale.

“La nostra – commenta Marzioli – è stata una squadra di galantuomini, ottimi dirigenti e appassionati allevatori. Per questo diciamo no alle lotte intestine, che senza un reale motivo allontanano gli allevatori dalla loro associazione”.

“Fra noi allevatori – dice Alberto Statti – si trova sempre un accordo, perché ci si confronta su problemi reali”.

Agli attacchi di questi ultimi giorni e ai quesiti dell'antitrust sull'operato di Aia, Andena ha risposto ricordando all'assemblea che l'Associazione ha finalità tecniche ed economiche rivolte all'interesse di tutti gli allevatori, senza poter guardare ai particolarismi e alle partigianerie. Una visione che è stata confermata anche dal Governo, rispondendo ad una recente interrogazione parlamentare: “considerato il livello raggiunto dal nostro Paese nel settore del miglioramento genetico, soprattutto nei comparti bovino da latte e suino, che ci colloca fra i primi 5 a livello mondiale – si legge nel documento - non si ritiene utile né opportuno proporre né a livello nazionale, né a livello comunitario alcun cambiamento sostanziale della normativa di riferimento”.

Detta in altri termini Aia è il referente dello Stato per il miglioramento genetico e la selezione, un traguardo che si inserisce nella valorizzazione dei prodotti di origine animale e che vede in Italialleva lo strumento principe per dare al made in Italy la giusta visibilità e alle stalle la giusta remunerazione.

“Rispetto alla ricaduta positiva del nostro lavoro – dichiara Andena – le risorse messe a disposizione di Aia sono insufficienti visti gli obiettivi da raggiungere. I benefici per il Paese non riguardano infatti solo la salvaguardia dell'ambiente e del territorio, ma interessano tutta l'economia nazionale, a cominciare dal comparto agricolo, per finire al settore agroalimentare, senza dimenticare i produttori di beni e servizi, dalla meccanica alla mangimistica”.
Il prossimo passaggio sarà l'elezione del nuovo presidente da parte del neoeletto consiglio di Aia.
 
Roma, 28 aprile 2010