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A distanza di un anno dall'accordo con Metro, la piattaforma messa a punto da Aia ha già generato un fatturato di 21 milioni di euro. Con l'obiettivo di aprire nuove filiere

ITALIALLEVA AVANTI TUTTA

Siamo molto soddisfatti dei risultati di questo primo anno di lavoro comune con Aia e ciò ci sprona ad andare avanti su questa strada”. Nel suo intervento all’assemblea generale dell’Associazione italiana allevatori, il direttore generale di Metro Italia Cash and Carry, Dominique Minnaert, non ha lasciato adito a dubbi. L’intesa siglata con Aia nell’ottobre del 2008 è in linea con le attese del colosso distributivo e comincia a dare i primi, concreti frutti: “le 13 filiere finora sviluppate da Metro – ha infatti affermato Minnaert - secondo i disciplinari Aia, suddivise fra il settore carni, latticini e uova, hanno generato un fatturato complessivo di oltre 21 milioni di euro, di cui 20 solo per le carni. Ma nei prossimi mesi intendiamo sviluppare nuove filiere, la cui caratteristica distintiva sarà sempre il forte legame con il territorio italiano. Crediamo infatti che Italialleva sia un importante strumento di valorizzazione delle produzioni locali e al contempo una straordinaria opportunità per favorire le esportazioni di prodotti italiani all’estero”.

“Stiamo già lavorando – ha quindi anticipato Claudio Truzzi, responsabile del sistema qualità di Metro Italia – a 4 nuove filiere: tacchino, coniglio, suino e mozzarella campana, con l’obiettivo di almeno raddoppiare il fatturato della piattaforma messa a punto Aia nel 2010”.
Italialleva, ha inoltre sottolineato Truzzi, è la giusta risposta a un mercato che al momento è ancora disorientato dagli scandali che hanno recentemente coinvolto segmenti importanti dell’agroalimentare made in Italy, dalla presenza di alimenti che recano il Belpaese in etichetta, ma sono prodotti con materie prime raccolte altrove, e dalla diffusione dei falsi d’autore, a partire dal Parmesan. Ecco perché il mondo della distribuzione richiede sempre più sicurezza, garanzie sulla piena italianità e costanza delle qualità sensoriali, “ed è per questo – ha sottolineato Truzzi - che Italialleva funziona”.

Obiettivi condivisi
I positivi risultati ottenuti con Italialleva hanno offerto al presidente di Aia Nino Andena lo spunto per rimarcare, alla presenza dei rappresentanti istituzionali, le straordinarie capacità messe in campo dal sistema allevatori non solo sul fronte del miglioramento genetico, suo compito istituzionale, ma anche nella gestione dell’anagrafe bovina ed equina, della ricerca applicata alla selezione genomica e, naturalmente, di Italialleva. “Un modo concreto - ha detto Andena – di offrire garanzie serie e a costo zero sull’origine dei prodotti”.

Perché quindi non dare un concreto riconoscimento – ha quindi chiesto Andena – a queste competenze? La risposta di Giuseppe Nezzo, capo del dipartimento per le politiche di sviluppo economico e rurale del Mipaaf, non si è fatta attendere. Dopo aver ribadito l’apprezzamento del Ministero per Italialleva, prezioso strumento per valorizzare tutte le eccellenze del made in Italy, anche quelle che non possono fregiarsi del marchio Dop, Nezzo ha sottolineato l’importanza dell’accordo Aia-Metro “un prototipo, esportabile anche in altri settori, di vera integrazione di filiera. Testimonianza reale dei risultati che il comune impegno a favore della trasparenza nei confronti del mercato e del consumatore riesce a portare. Un percorso qualità – ha sottolineato Nezzo – che vede protagonista Aia, un’associazione che per questo suo ruolo merita di essere sostenuta anche in futuro”.

Di qui lo sforzo del Ministero per ottenere le risorse necessarie per le attività Aia, in un’ottica di razionalizzazione delle spese.

Congiunture economiche
Ma l’assemblea generale dei soci Aia è stata anche l’occasione per fare il punto sugli andamenti economici delle produzioni zootecniche italiane e degli allevamenti nazionali. Dopo la presentazione da parte di Daniele Rama dell’Università Cattolica di Piacenza dei due “rapporti sul settore latte e carne”, curati dall’Osservatorio sul mercato dei prodotti zootecnici di Cremona, l’attenzione dell’assemblea si è concentrata sul prezzo del latte e in particolare sugli attuali trend mondiali. Non mancano le buone notizie: oltre alla crescita dei corsi registrata in diverse parti del mondo e che potrebbe prolungarsi, si è detto, fino a primavera, c’è da segnalare la clamorosa stasi produttiva sofferta dall’Oceania e in particolare dall’Australia, elemento che dovrebbe contribuire a ridurre le pressioni sul mercato mondiale ed esercitare un’azione tonificante sui prezzi.
Tuttavia il forte ritardo con cui nella seconda parte del 2009 l’Italia si è adeguata all’aumento generalizzato dei prezzi evidenzia la permanenza di significativi problemi strutturali. E in uno scenario del genere il marchio Italialleva può certamente dare un contributo importante.

Di Alessandro Amadei e Giovanni De Luca

Nella foto in home page: Giuseppe Nezzo, capo dipartimento politiche di sviluppo economico e rurale Mipaaf

Nella foto sopra da destra a sinistra: Claudio Truzzi, responsabile sistema qualità di Metro Italia; Dominique Minnaert, direttore generale di Metro Italia Cash and Carry; Paolo Scrocchi, direttore generale AIA; Giuseppe Nezzo, capo dipartimento politiche di sviluppo economico e rurale Mipaaf; Nino Andena, presidente AIA; Pietro Molinaro, consigliere AIA.