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ITALIALLEVA DALLA PARTE DEL CONSUMATOREDa quando Aia ha dato vita ad Italialleva, oggi sono più di 500 le referenze presenti sul mercato che recano il “bollino” di origine promosso dagli allevatori italiani.
Una piattaforma qualità che coinvolge più di 100 aziende di trasformazione e che vede fra i suoi protagonisti anche colossi come Metro cash & carry, che nel 2009 ha messo in commercio 21 milioni di euro di prodotti a marchio “ITALIALLEVA”. “Oggi il nostro progetto si arricchisce di un nuovo tassello – dice il presidente di Aia Nino Andena – con la ‘macchina della verità’, che ci consente di scoprire se una mozzarella è prodotta realmente con latte vaccino o se invece è stata ottenuta dalla lavorazione di cagliate congelate o di cagliate vecchie. Una metodica messa a punto dall'Università di Bari in collaborazione con Aia che offre ai produttori onesti la possibilità di affermare la propria indiscussa qualità e di recuperare quello spazio di mercato che le industrie alimentari malandrine hanno sottratto loro”. Un modo per affermare il vero “made in Italy” e tutelare le migliaia di allevatori che quotidianamente mettono a disposizione della filiera agroalimentare un prodotto di qualità, la cui origine è garantita dai tecnici Aia che sistematicamente visitano le loro stalle e controllano i loro animali. Ed è con piacere che in nei giorni di Fieragricola grazie alla collaborazione fra Aia e la Federazione nazionale personal chef, presente a Verona con il suo presidente, lo chef Mirko Squadroni, abbiamo presentato al pubblico della rassegna scaligera i prodotti di ITALIALLEVA per una degustazione che ha incontrato il gradimento di tutti i presenti. La macchina della verità •Il primo sistema di analisi che consente di rilevare se una mozzarella vaccina è stata realmente prodotta con latte fresco. •Permette di identificare le mozzarelle ottenute utilizzando cagliate congelate o vecchie cagliate refrigerate, anziché latte fresco. •La metodica si basa sulla evidenziazione di un “marcatore” che si trova nelle mozzarelle non prodotte con solo latte fresco. •L'analisi è stata messa a punto dalla facoltà di Agraria della Università di Bari in collaborazione con l'Associazione italiana allevatori. •Nelle prove effettuate la scorsa settimana su un totale di 18 campioni di mozzarelle vaccine provenienti da caseifici industriali e artigianali ben 5 sono risultate “tarocche”. •Per il caseificio malandrino utilizzare cagliata congelata significa poter vendere mozzarelle a prezzi stracciati, mettendo fuori mercato i produttori onesti che invece impiegano latte fresco. •In base ai costi di produzione il prezzo al pubblico di un kg di mozzarella vaccina di qualità non può essere inferiore ai 6,5/7 euro/kg (il dato varia ovviamente in funzione dei passaggi prima di arrivare nelle mani del consumatore). •In commercio esistono “sedicenti” mozzarelle vaccine vendute al pubblico a 2,5-3 euro/kg. •Le cagliate congelate arrivano principalmente da Lituania, Ungheria, Polonia, Germania. •La migliore cagliata tedesca congelata arriva in Italia a 2,9 euro/kg. •Per produrre 1 kg di mozzarella “tarocca” occorrono 700 grammi di cagliata = 2 euro/kg •Il costo di produzione della mozzarella artigianale in Puglia è = 4,5 euro/kg (senza costi di distribuzione e ricarichi degli intermediari). •La metodica analitica messa a punto potrà in futuro essere utilizzata anche per prodotti diversi dalle mozzarelle, sempre nel settore lattiero caseario. |