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PIAZZA SAN PIETRO ''INVASA'' DAGLI ALLEVATORI IN FESTA

Per la ricorrenza del loro Patrono e protettore degli animali, Sant’Antonio Abate, in migliaia sono confluiti nella Capitale per assistere alla messa solenne celebrata dal Cardinale Angelo Comastri ed alla benedizione in Piazza Pio XII. Conclusione con sfilata di butteri e reggimento corazzieri a cavallo lungo via della Conciliazione

Sono stati quest’anno più di diecimila gli allevatori, venuti a Roma da tutta Italia con i loro familiari che, di buon mattino, sabato 17 gennaio 2009, si sono messi in fila sotto il colonnato del Bernini per entrare in San Pietro ad assistere alla messa solenne in onore di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e patrono degli allevatori.

Al termine della santa messa, celebrata dal Cardinale Angelo Comastri, vicario del Santo Padre per la Città del Vaticano e arciprete della Basilica, i partecipanti hanno raggiunto Piazza Pio XII, davanti a San Pietro, dove il Cardinal Comastri ha impartito la benedizione agli animali presenti tra cui: vacche con vitelli, bufali, pecore, capre, cavalli, asini, conigli, galline, polli, pavoni, oche, struzzi e cani da pastore ospitati nei recinti allestiti dall’Organizzazione degli allevatori in rappresentanza delle principali razze e specie allevate nel nostro Paese.

Numerosi cittadini, poi, accogliendo l’invito del Presidente dell’Aia Nino Andena, si sono uniti alla festa degli allevatori portando a benedire i loro animali domestici e d’affezione di ogni genere e taglia: dal piccolo barboncino al maestoso terranova, da simpatici meticci a vivaci gattini. Non sono mancati criceti, tartarughe ed anche piccioni viaggiatori, liberati nel cielo di Roma in segno di pace.

Dopo la benedizione, un folto gruppo di butteri, preceduto da una pattuglia del Reggimento Corazzieri, hanno sfilato a cavallo lungo via della Conciliazione, chiusa al traffico per la circostanza, tra l’ammirazione dei moltissimi turisti e cittadini presenti. Una manifestazione suggestiva, accompagnata allegramente da un gruppo musicale popolare, proveniente dalle Marche, che in abiti “pastorali” ha festeggiato il Patrono degli allevatori eseguendo musiche con strumenti della tradizione contadina e ritornelli caratteristici della devozione al Santo. A chiusura di questa 2a “Giornata Nazionale dell’Allevatore” promossa dall’Aia il presidente Nino Andena ha consegnato ai Presidenti delle associazioni allevatori provinciali (Apa), regionali (Ara) e nazionali (Ana) le immagini in terracotta raffiguranti Sant’Antonio Abate, benedette dal Cardinal Comastri, da esporre nelle proprie stalle a protezione di uomini, animali e prodotti della terra.

“Una festa ben riuscita – commenta con soddisfazione Andena - accolta anche quest’anno con grande entusiasmo e partecipazione dagli allevatori e dalle loro famiglie, alla quale l’Aia intende continuare a dare il massimo risalto possibile, per avvicinare sempre di più il mondo allevatoriale ai cittadini consumatori. Avremmo potuto essere anche molti di più - ci tiene a sottolineare – ma in tanti purtroppo non hanno potuto lasciare i loro allevamenti perché impegnati nel quotidiano, duro ma appassionato lavoro di governo del bestiame. Sono infatti ben poche - ricorda il Presidente Aia - le giornate di festa o di ferie che contadini e allevatori si possono permettere nel corso dell’anno, ancor meno in un contesto come quello di oggi dominato da una forte crisi economico-finanziaria. Una di queste eccezioni è appunto il 17 gennaio, la ricorrenza di Sant’Antonio Abate, nella quale, per antichissima tradizione, dopo la benedizione degli animali nelle stalle o nei sagrati delle chiese le famiglie degli allevatori si concedono finalmente una giornata di riposo e di gioia, da trascorrere insieme ad amici e parenti”.