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UNA NUOVA POLITICA PER IL LATTEL’assenza di segnali di controtendenza rispetto alla crisi del latte spinge gli allevatori a studiare nuovi percorsi di sviluppo e di valorizzazione delle produzioni.
Un segnale in tal senso è venuto da Montagnaviva, una manifestazione promossa il 10 ottobre scorso a Cavalese, in Valle di Fiemme in Trentino, su iniziativa di Slow Food, la grande associazione di amici della terra e della buona cucina che in Valle di Fiemme ha costituito una nuova condotta. Nell’ambito di questo evento è stata presentata la Comunità del Cibo di Fiemme, un sodalizio di produttori ed artigiani del cibo che comprende allevatori, macellai, panettieri e tanti altri artefici di quelle che oggi chiamiamo le “filiere corte”. Ma Montagnaviva è stata anche il banco di prova del primo patto per il latte di ITALIALLEVA, il progetto dell’AIA volto alla valorizzazione delle filiera e degli allevamenti italiani. Il presidente nazionale dell’AIA, Nino Andena, allevatore e veterinario, ha sottoscritto il patto con Ruggero Vanzetta, un grosso allevatore di capre di Panchià. Vanzetta alleva circa 450 capi di Saanen, una razza particolarmente indicata nella produzione di latte, e produce ottimi formaggi a latte crudo. A fronte di una serie di controlli sugli animali e su tutta la filiera produttiva, l’allevamento è stato certificato da ITALIALLEVA come espressione di una filiera tutta agricola e tutta italiana ed in grado di difendere, anche nei circuiti della grande distribuzione, il vero Made in Italy. Al momento della sottoscrizione di questo importante accordo abbiamo rivolto alcune domande ad Andena. Si dice che le crisi aiutino i cambiamenti. Quali sono dunque le cose che possiamo imparare da questo difficile momento per imprimere le scelte più giuste? "La crisi ci insegna che bisogna finalizzare tutti i nostri processi produttivi ed organizzativi all’obiettivo principale che è la tracciabilità dell’origine del prodotto. Dobbiamo inserire in questo obiettivo il valore del modello zootecnico italiano che, come sappiamo, è orientato alla genetica e alla qualità del prodotto finale. E’ importante salvaguardare l’obiettivo della certificazione di filiera da tutte le altre certificazioni in modo tale da non appesantire il processo ed ottenere la migliore garanzia per il consumatore e rilanciare il prodotto italiano in modo sempre migliore". Rispetto al modello produttivo che si è affermato in Italia negli ultimi decenni cambierà qualcosa? "Il modello produttivo è andato avanti con l’obiettivo di aumentare le produzioni per vincere sul prezzo. Noi oggi invece chiediamo che il territorio entri e pieno titolo nella qualità della produzione ed è per questo che dobbiamo garantire la provenienza del prodotto. Non facciamo questo contro qualcuno o contro qualcosa, ma per la salvaguardia del consumatore e la sua sicurezza". C’è un ripensamento che riguarda anche la genetica? "Il ripensamento riguarda le caratteristiche qualitative del prodotto e dell’animale. Dobbiamo aumentare la longevità ed il benessere delle nostre vacche da latte e dobbiamo lavorare su parametri qualitativi del latte. La genetica dei prossimi anni dovrà guardare con attenzione alla compatibilità ambientale e alla salubrità del prodotto". Produrre meno e meglio? "Non tanto produrre meno, ma sicuramente meglio e qualificare il prodotto". Se dovesse spiegare ad un consumatore i contenuti ed il valore del protocollo che avete sottoscritto cosa direbbe? "Che si tratta di un accordo per la trasparenza. Tra i tanti marchi e le tante aziende produttrici, un consumatore può vedere il simbolo di ITALIALLEVA con la certezza che si tratta di un prodotto interamente italiano, proveniente da allevamenti salubri ed eticamente corretti, con animali sani ed alimentati con prodotti naturali, dove la longevità ed il benessere animale sono obiettivi perseguiti con passione e competenza". Di Walter Nicoletti (da "L'allevatore trentino" n.5/2009) Nella foto in home page, Ruggero Vanzetta con il presidente Aia Nino Andena; in questa pagina, un'immagine della stalla di Vanzetta, dove si allevano capre di razza Saanen |