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In un articolo apparso sulla Gazzetta di Mantova di lunedì 30 novembre 2009 il presidente del Consorzio, Paolo Carra, ricorda che presto, oltre al latte, anche burro e mascarpone dell'azienda mantovana adotteranno il marchio ITALIALLEVA

VIRGILIO VALORIZZA L'ITALIANITA'

Si dice che il settore alimentare soffra meno di altri nei periodi di crisi: la gente, bene o male, continua a mangiare. Paolo Carra, presidente del Consorzio Latterie Virgilio, non la pensa così: “I volumi venduti forse sono calati di poco, il problema sono i prezzi”. Già, i prezzi. Fino a qualche mese fa anche un settore in passato mai avaro di soddisfazioni, come quello rappresentato da Grana Padano e Parmigiano Reggiano, rischiava di lavorare in perdita. E adesso? “Il lattiero-caseario, da due mesi a questa parte mostra segni di ripresa – rileva Carra - . In parte grazie agli interventi sul mercato”.

“Va anche detto – aggiunge il presidente – che 4-5 anni di crisi hanno portato a una forte selezione delle aziende. Per la tipologia aziendale, forse Mantova ha sofferto più di altre province”. Caseifici troppo piccoli? “Un piano di aggregazioni potrebbe aiutare, ma non necessariamente grande struttura è sinonimo di efficienza: servono invece amministratori in grado di competere”. E Virgilio vuole competere in tutti i suoi settori di attività, dal lattiero-caseario al suinicolo, alle Dop.

Un elemento fondamentale su cui il Consorzio punta, sottolinea Carra, è l’italianità del prodotto: il latte ha già la certificazione Aia, nell’ambito del progetto ITALIALLEVA; presto arriveranno anche burro e mascarpone. Stiamo parlando di prodotti distribuiti quasi esclusivamente in Italia (e che con la panna e lo yogurt, hanno conosciuto un buon 2009). L’export, tuttavia, è tra le priorità di Virgilio, visto che può assicurare preziosi sbocchi soprattutto per i prodotti Dop. “Dobbiamo esser localisti nella produzione e internazionali nella vendita” sottolinea il presidente. Per i formaggi Grana Padano e Parmigiano Reggiano, già le esportazioni pesano per il 40%. Per aumentarne le vendite, anche in Italia, la via principale è l’incremento della quota di servizio incorporata nel prodotto. Il che significa formaggio grattugiato, a bocconcini, porzionato. “E le porzioni si riducono sempre più – rileva Carra - : un tempo andava molto il chilo, ora è quasi sparito a favore delle confezioni da 2-3 etti. D’altra parte, sia per le mutate dimensioni delle famiglie, sia per i diversi stili di vita, il fabbisogno medio si è ridotto”. Potrebbe aiutare a vendere di più un’indicazione precisa della provenienza del formaggio? “La trasparenza, intesa come indicazione della matricola del caseificio, può essere utile – conferma Carra - , ma solo a chi produce qualità elevata. Ben venga, l’indicazione, per i produttori può essere un giusto riconoscimento. Anche se non tutti, nei Consorzi di tutela, saranno d’accordo. Certo, non ci si è mai contati”. L’industria forse non apprezzerebbe? “Penso che anche la cooperazione dovrebbe fare chiarezza al proprio interno, anche se, alla fine, probabilmente sarebbe unita nel votare a favore della trasparenza”.

Più servizio è anche la via per vendere maggiori quantità di prosciutto Dop, un settore che ha conosciuto quest’anno una flessione delle produzioni nell’area del S. Daniele. “Le catene sono interessate sempre più alle confezioni di affettato a temperatura controllata. C’è molta concorrenza sul prodotto ‘di prezzo’, ma il consumatore sta cambiando e sempre più spesso cerca la qualità. E col consumatore dovremmo cercare un rapporto più stretto, non mediato dalle politiche seguite dalla grande distribuzione”.

Infine, la macellazione: probabilmente l’aspetto più negativo del 2009 di Virgilio. “L’inizio d’anno è stato molto pesante – conclude il presidente - , ora sembra che sia un po’ riequilibrato. Si era partiti con una fase positiva sul magronaggio e negativi per i suini grassi, ma in corso d’anno le due tendenze si sono invertite. Resta il fatto, che per i macelli il 2009 non è certo stato positivo”.

(Dalla Gazzetta di Mantova del 30 novembre 2009, pag. 38)